I continenti si muovono, lentamente, inesorabilmente, in modo impercettibile ai sensi umani.

Questa è la ragione per la quale milioni di anni fa la geografia della terra era assai diversa da come la conosciamo oggi. Più si va indietro nel passato e più l'aspetto del pianeta muta radicalmente.

Anche l'Italia non è certo sfuggita all'evoluzione geologica. Il nostro paese non solo è stato conteso e poi schiacciato tra Africa ed Europa, ma ha visto nascere e morire ben 3 oceani.

Sono proprio gli oceani antichi che hanno lasciato tracce ben evidenti nelle rocce del nostro paese, e conoscere la loro storia vuol dire scoprire la nascita delle Alpi e degli Appennini.

 

Courtesy Ron Blakey, NAU Geology : La terra nel triassico (220 MA)

Nel triassico il primo mare d'Italia: La Tetide

Nel Triassico, 235 milioni di anni fa, il nostro pianeta era costituito da un unico super continente, la Pangea, attorno al quale si estendeva un grande oceano, la Pantalassa, che formava ad est il grande golfo della Tetide. Il clima era caldo e arido: il mare non potendo raggiungere l'interno del continente non riusciva a mitigarne efficientemente il clima.

La storia del nostro paese avviene sul margine occidentale della Tetide e precisamente a nord-ovest di una propagine dell'Africa l'Adria, chiamata anche Apulia o Isubria a seconda degli autori.

Per saperne di più:

Courtesy Ron Blakey, NAU Geology: (Modificato da M.Pregliasco) La terra nel triassico (220MA)

La Tetide da vicino.

Ecco un dettaglio del golfo della Tetide con in evidenza l'Adria, all' epoca nella quale si trovava a contatto con l'Europa e l'Asia.

L' Italia, o meglio ciò che diverrà il nostro territorio, si trovava tra Adria ed Eurasia, sommersa da un mare epicontinentale, cioè un mare basso, contornato da basse piane costiere periodicamente invase dalle maree.

Nella figura in basso, si possono scorgere i profili della Sicilia, e del blocco Sardo-Corso evidenziati in verde. La Sicilia è di fatto in pieno territorio africano mentre la Corsica e Sardegna sono di pertinenza europea.

Le uniche zone emerse erano una piccola parte della Toscana e la Sardegna che si trovava sul continente europeo, per il resto scogliere ed atolli corallini.

foto ©Michele Pregliasco 2010 - Tutti i diritti riservati: Le tre cime di Lavaredo: dolomia triassica formatasi in ambiente di piana tidale.

 

foto ©Michele Pregliasco 2010 - Tutti i diritti riservati:Dolomiti, Gruppo del Sella, Val di mezdì

Le rocce della Tetide.

Un un mare basso e caldo è l'ideale per la fauna tropicale. Nella Tetide quindi cominciarono a depositarsi i sedimenti (parti dure quali gusci, scheletri ed esoscheletri calcarei) degli organismi marini (coralli, alghe calcaree, molluschi, per citarne alcuni) che dettero origine a calcari e dolomie a cui si aggiunsero altri tipi di rocce sedimentarie quali i gessi( a seguito dell' intensa evaporazione) e le arenarie (ovvero i materiali portati dai fiumi che dal continente finivano in mare).

Le dolomiti sono il risultato più eclatante di questi fenomeni.

Per saperne di più:

I mari tropicali nell'Italia triassica.

Scienza-cultura» Geologia

Scopri come si formarono le dolomiti..

Courtesy Ron Blakey, NAU Geology (modificato da M.Pregliasco) tardo giurassico (145 MA)

Nel Giurassico il secondo mare d'Italia: L'Oceano Ligure-Piemontese.

Alla fine del Triassico il megacontinente Pangea comincia a lacerarsi e i continenti iniziano il loro esodo. Durante il Giurassico medio, 180-160 milioni di anni fa si apre l'Oceano Atlantico e di conseguenza Africa ed Europa cominciano a separarsi.

Tra Adria ed Europa nasce un nuovo oceano: l'Oceano Ligure-Piemontese, che sarà il teatro della catena Alpina e Appenninica.

L'Oceano Ligure Piemontese è un mare molto più profondo rispetto alla Tetide che caratterizzò il territorio italiano. Difatti si tratta di una grande depressione dovuta alla lacerazione della crosta oceanica nel punto ove la piattaforma Africana e quella Europea si separarono.

Questo mare in espansione cominciò a ricoprire parte delle terre che fino ad allora erano emerse.

Si noti, evidenziate in verde, le regioni della penisola Italiana , ove si trovavano all' epoca sommerse dal mare.

foto ©Michele Pregliasco 2010 - Tutti i diritti riservati: Lavini di Marco, impronta fossile di Teropode Carnosauro attribuita a Dilophosaurus

Dove sono i dinosauri ?

Nonostante il mare giurassico avesse inghiottito parte delle terre emerse fino ad allora, qualcosa dell' Italia resto all'asciutto. Lo dimostrano le impronte fossili lasciati dai dinosauri, rettili terrestri che di certo non potevano attraversare l'oceano a nuoto. Il Trentino (Lavini di Marco), la Puglia (Altamura), La Spezia (comune di Lerici) sono i luoghi italiani ove furono ritrovati impronte di Sauropodi, Ceratopsidi, Iguanodonti, Anchilosauri, e vari tetrapodi.

 

 

 

 

Nel sito di Altamura sono state rilevate da 25.000 o 30.000 impronte di ornitopodi, risalenti al Cretacico Santoniano. Tale ritrovamento deve far supporre che se effettivamente questi animali vivevano sulle poche isolette affioranti dalla Tetide, come fino ad ora si riteneva, difficilmente avrebbero potuto trovare sufficienti risorse per sopravvivere. L'area di cui e hanno bisogno per sopravvivere i grandi rettili, doveva essere molto vasta, per cui viene da supporre che la Puglia di 70-80 milioni di anni fa e con essa buona parte dell'Italia centro-meridionale, era una penisola collegata all'Africa che arrivava fino alla Majella, bassa e pianeggiante come la Florida, sulla quale hanno passeggiato centinaia di dinosauri del periodo Cretacico

 

foto ©Michele Pregliasco 2010 - Tutti i diritti riservati: la superficie della serpentinite, spaccata di fresco, parco dell'Aveto, con il suo tipico colore verde

Le rocce dell'Oceano Ligure-Piemontese: le ofioliti.

L'oceano Ligure-Piemontese fu un mare molto più profondo (dai 1000 ai 2000 metri di profondità), rispetto alla Tetide che ricopriva i territori Italiani. In effetti si trattava del risultato di una profonda spaccatura, dovuta alla separazione della placca africana da quella europea, che lacerò la crosta oceanica da cui risalivano magmi incandescenti.

E' chiaro che le rocce che si formarono in quest' epoca furono di tipologia del tutto nuova, si tratta di rocce ignee le quali, formandosi in ambiente oceanico a seguito della frattura della crosta (movimenti distensivi), prendono il nome di ofioliti.

Questo nome è dovuto al loro aspetto, un verde screziato che pare ricordare la pelle dei serpenti: gli ofidi.

Le rocce Ofiolitiche sono le Peridotiti, i Basalti, i Gabbri, le Serpentiniti, tutte di origine vulcanica.Su di esse si sono adagiati i sedimenti dell'oceano e quindi si sono formati i le Argille, i Calcari e i Diaspri.

Per saperne di più:

L'Oceano Ligure-Piemontese.

Scienza-cultura» Geologia

La nascita di un oceano scomparso.

 

 

 

 

 

foto ©Michele Pregliasco 2010 - Tutti i diritti riservati: le varie tipologie di rocce ofiolitiche

 

 

 

 

 

La morte dell'Oceano Ligure-Piemontese

A partire dal Cretaceo (140-66 m.a.) l'Europa e l'Asia cominciarono a mutare direzione ed ad avvicinarsi. Tutto quello che era frapposto tra i 2 continenti venne schiacciato, parte finì in profondità e parte venne sollevato sulle piattaforme continentali. Questo decretò la scomparsa dell' Oceano Ligure-Piemontese e la nascita della catena Alpina.

 

 

 

 

 

 

 

 

E la nascita dell Alpi.

Le Alpi altro non sono che il risultato dello scontro tra i 2 continenti, nel quale i materiali interposti, compreso il fondo oceanico, vennero ribaltati prima sul continente europeo e poi su quello africano. Si ebbe cioè quella che viene definita un' orogenesi.

foto ©Michele Pregliasco 2010 - Tutti i diritti riservati Metamorfismo nelle ofioliti (parco del Beigua)

Metamorfismo delle ofioliti.

Durante la fase di chiusura dell'Oceano Ligure-Piemontese i materiali della crosta oceanica vennero spinti a parecchi chilometri di profondità sotto la litosfera oceanica. Qui le temperature e le pressioni a cui furono sottoposti li trasformarono chimicamente e strutturalmente ovvero le rocce andarono incontro ad un fenomeno geologico chiamata metamorfismo.

In seguito, continuando ad avvicinarsi il continente europeo a quello africano, i materiali interposti vennero sollevati ed anche parte delle rocce metamorfiche a grandi profondità tornarono in superficie.

foto ©Michele Pregliasco 2010 - Tutti i diritti riservati: Corallo fossile, località Maddalena, Sassello.

Il terzo mare d'Italia: il Bacino Terziario Piemontese.

Il peso della neonata catena alpina riuscì a flettere la crosta terrestre, il risultato fu un mare alle spalle delle montagne ,che avanzò da da Nord-Est verso Sud-Ovest e ricoprì quella che oggi è la Pianura Padana.

E' un mare decisamente più basso rispetto all'Oceano giurassico, che crea piccoli golfi e baie che in Liguria lambiscono le zone di Sassello, Stella Santa Giustina e Celle Ligure.

In queste regioni i è possibili trovare i fossili marini di questo ambiente.

 

L'epilogo: si apre il Bacino Balearico.

Tra l'Oligocene superiore e il Miocene inferiore, circa 24 m.a., la Corsica e la Provenza, facendo perno sul golfo di Genova, ruotano in senso antiorario e si distaccano dall' Europa per portarsi verso la posizione attuale.

Questo fenomeno provoca uno sprofondamento dei territori a ovest del blocco Sardo-Corso, e la conseguente formazione del Bacino Balearico e del Mar Ligure.

Inoltre questo evento ha una conseguenza importantissima sulla geografia Italiana: la rotazione comprime e accumula i materiali verso est, si ha cioè un'altra orogenesi, quella appenninica, ovvero la nascita degli Appennini.

Ci vorrà ancora del tempo, ma non molto, prima dell' apertura del Mar Tirreno è il compimento del definitivo assetto geologico del nostro paese.

Testimoni dello scontro: le pieghe.

Sulle rocce sono ancora visibili i segni lasciati dallo scontro tra le zolle continentali che hanno causato l'orogenesi. Si tratta delle pieghe, Strati di rocce sedimentarie, che in origini sono state depositate orizzontalmente sul fondo del mare uno sopra l'altro e che l'orogenesi non solo ha sollevato ma ha piegato come se si trattasse di un blocco di burro.

foto ©Michele Pregliasco 2010 - Tutti i diritti riservati vélodrome d’Esclangon en pays dignois
Courtesy NASA:Italia e Francia dall'alto.

E siamo giunti ai giorni nostri.

Ed ecco finalmente le Alpi e gli Appennini, come sono oggi.

La Tetide si e ritirata ed è diventata il Mar Mediterraneo, dell' Oceano Ligure Piemontese non ne rimane traccia se non nelle rocce che formano parte del territorio Italiano.

Anche il Bacino Terziario Piemontese è scomparso,al suo posto la Pianura Padana.

Restano pero le Alpi e gli Appennini a perenne ricordo di questa storia.